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Israele: un itinerario tra relax e cultura sul Mar Morto

Mar Morto

di SARA FICOCELLI

La repubblica

Dalle rovine di Masada, patrimonio Unesco, all’oasi di En Gedi, un itinerario semplice ed economico per un finesettimana di relax e cultura

Alberi che sollevano da terra le loro radici pietrificate, o che levano al cielo i rami carichi di cristalli: si può provare a raggiungerli, ci si può immergere fino alla vita, farsi largo nell’acqua pesante, provare a toccarli. E cercare di capire se sono veri. Sì, lo sono.

Il paesaggio da fiaba – e al tempo stesso spettrale – che accoglie i visitatori che si affacciano alle sponde del Mar Morto ha bisogno del contatto fisico, per diventare reale. Il corpo ha bisogno di sentire quel sale sulla pelle, quel bruciore untuoso e caldo, che un po’ forse ricorda, a una parte silenziosa del cervello, la prima culla, il liquido amniotico. Ne ha bisogno, dicevamo: un bisogno sano, fisiologico. Perché niente al nostro organismo fa bene come quell’acqua di mare otto volte più salata di quella degli oceani, talmente densa che immergervisi è impossibile, e guai a sfiorarla con gli occhi, a meno di non voler veder le stelle. Si resta a galla, in quel mare chiuso, a guardare il sole, non si può far altro. E in quel momento, mentre ci si volta pancia all’aria come tartarughe rovesciate, si ha come l’impressione che in quella striscia di terra mediorientale tutto sia condannato a stare sottosopra: la storia, la pace, la speranza, il futuro.

Masada e Mar Morto, tra cultura e relax

Ecco, il futuro. C’è un pezzo di futuro molto salato e tangibile, nelle acque ostili, splendide del Mar Morto. C’è il futuro di un Paese che punta sul turismo per riprendersi un po’ di normalità, e che grazie al turismo sta costruendo una realtà parallela, fatta di pace, lavoro comune, complicità.
Innavigabili e magnetiche, capaci di attrarre ogni anno milioni di visitatori con la sola promessa della bellezza e di restituire, in cambio, salute, pelle levigata come porcellana, tessuti drenati, le acque del Mar Morto sono per il corpo umano un vero e proprio trattamento di bellezza, un lifting di qualità al prezzo di un bagno in mare. Col valore aggiunto di un paesaggio mozzafiato che nessun altro luogo al mondo sa regalare.
Nonostante parli di futuro, questa conca la chiamano “depressione”. E, tecnicamente, lo è: il Mar Morto si trova, infatti, a 415 metri sotto il livello del mare, “il punto più basso della Terra”, generatosi milioni di anni fa per effetto di un’evaporazione delle acque non compensata dall’afflusso degli immissari.
Con i suoi 650 km quadrati di superficie e i suoi 67 km di lunghezza, questo strano, benefico mare abbraccia i territori principali di Israele e Giordania, e rappresenta una meta di sicuro interesse non solo paesaggistico ma culturale. A pochi passi dalle sue sponde si affaccia, infatti, l’antichissima fortezza di Masada, nella Giudea sud-orientale, nota per aver subìto l’assedio dell’esercito romano durante la prima guerra giudaica e soprattutto per la sua tragica conclusione (il suicidio collettivo, nel 74 d.C., della comunità ebraica dei Sicarii che, pur di non cedere al potere di Roma, decise di togliersi la vita).
Il parco nazionale di Masada, patrimonio storico dell’umanità dell’Unesco, è dunque la montagna simbolo della determinazione e dell’eroismo del popolo ebraico, e non a caso è il luogo in cui le reclute dell’esercito israeliano vengono condotte per pronunciare il giuramento di fedeltà, al grido di “Mai più Masada cadrà”.
Come arrivare. Raggiungere il Mar Morto è facile: partendo da Gerusalemme o Tel Aviv, entrambe collegate da Roma e Milano con compagnie low cost, potete prendere, dalla stazione centrale degli autobus delle due città, uno dei pullman della compagnia Egged. Da entrambi i punti di partenza il tragitto è breve, un’ora da Gerusalemme e due da Tel Aviv, e l’autobus rappresenta una soluzione sicura ed economica, con puntualità generalmente assicurata. Il biglietto si fa in stazione e si mostra al conducente salendo (prezzo medio: 10 euro). Il tragitto di per sé vale il viaggio: tra discese e curve, la polvere gialla e bianca del deserto vi immerge fin da subito in un’atmosfera rarefatta e surreale, in linea con i paesaggi che di lì a poco andrete a vedere.
Unica raccomandazione, se siete con un mezzo proprio: rispettate i limiti di velocità e mantenete alto il livello di attenzione. Non è raro infatti imbattersi in automobilisti che guidano come pazzi e in motociclisti spericolati (il Governo ha addirittura piazzato, ai bordi delle strade, delle installazioni fatte con vecchie motociclette per sensibilizzare i centauri sul tema della sicurezza stradale, visto l’alto numero di incidenti) e dunque potreste incontrare pattuglie della polizia stradale pronte a multare i trasgressori senza tanti giri di parole.
A Masada. Ed eccovi finalmente a Masada, la vostra meravigliosa destinazione. Se siete in pullman, una volta alla stazione centrale, prendete un taxi e fatevi portare in uno dei tanti alberghi lungo la costa, tutti molto grandi (se siete in macchina o in moto tranquilli, hanno tutti il parcheggio privato). Un buon compromesso qualità-prezzo è il Prima Dsd Hotel, elegante e dotato di un buon ristorante; il wi-fi non è velocissimo, ma è probabile che non avrete troppa voglia di stare al cellulare o al computer, una volta in loco. La spiaggia si trova a 10 passi dall’albergo e si può raggiungere a piedi, e l’hotel è dotato di una bellissima spa, con piscina alimentata con sale del Mar Morto.
La fortezza di Erode. Posata la valigia, avete solo l’imbarazzo della scelta: visitare le rovine della fortezza di Erode, o fare subito un bagno salato? Se la vostra vacanza dura un weekend e si svolge tra maggio e settembre, il consiglio è quello di visitare prima Masada (di venerdì il sito dovrebbe essere meno affollato, e il sabato in Israele è tutto chiuso) e soprattutto di farlo nelle primissime ore della giornata, perché da mezzogiorno in avanti il caldo del deserto si fa insopportabile, e non permette di godersi la bellezza del posto.

Israele: un itinerario tra relax e cultura sul Mar Morto

Non è raro, intorno all’ora di pranzo, scorgere turisti accasciati sotto qualche colonna, alla disperata ricerca di uno scampolo d’ombra: la fortezza, preparatevi, è un’immensa meravigliosa distesa di rovine a cielo aperto in mezzo al deserto, e il sentiero del serpente (anticamente talmente impervio da impedire a un soldato romano di “poggiare contemporaneamente entrambi i piedi”) è un percorso da fare assolutamente, ma muniti di cappello di paglia, scarpe comode e bottiglia d’acqua. Per fortuna il biglietto di ingresso al parco (non economicissimo: più o meno 27 euro) comprende anche una visita al Masada Museum, una buon posto in cui rifugiarsi per riprendersi dal solleone, e un altro luogo perfetto per una pausa è il negozio della Ahava, specializzato in prodotti a base di sali del Mar Morto, considerati tra i migliori al mondo.
Il festival dell’Opera. Per gli amanti dell’Opera, il consiglio è quello di prenotare il weekend a giugno, in concomitanza con il festival dell’Opera di Masada, manifestazione unica nel suo genere perché allestita in mezzo al deserto, sullo sfondo della montagna simbolo della libertà. Dal 2010 Masada ospita le opere di Verdi, Puccini e altri grandi compositori, per la cui realizzazione vengono impiegate ogni anno circa 2500 persone di tutte le etnie e religioni, creando un clima di solidarietà e pacifica convivenza insolito per il Paese.
Gita a En Gedi. Dopo aver visitato il parco di Masada, si può scegliere di dedicare il sabato al relax, galleggiando nelle acque benefiche del Mar Morto (ricordate che lo Shabbat è la festa del riposo), e la domenica scendere verso sud di una ventina di chilometri (se non avete un mezzo proprio potete prendere il pullman o un taxi) per una gita En Gedi, un’oasi sulla sponda occidentale impreziosita da un parco nazionale ricchissimo in biodiversità. Preparate la macchina fotografica, perché, tra piante e fiori di rara bellezza, da immortalare c’è la cascata di Davide, la sorgente più importante del parco che cade a pioggia da uno spuntone di roccia alto diverse decine di metri.
Si torna a casa. Se avete a disposizione un weekend lungo, potete trattenervi qui per la notte (la località è piena di hotel e ristoranti caratteristici) e rientrare il lunedì mattina. Se la vostra è invece una vacanza “mordi e fuggi”, da En Gedi potete dirigervi direttamente verso Gerusalemme o Tel Aviv (per entrambe c’è il collegamento col pullman) per prendere l’aereo e tornare a casa. Sull’aereo, accarezzando la pelle liscia che profuma intensamente di sale, avrete la sensazione che ci sia molta più vita sul Mar Morto, dove la vita stessa è una sfida, che in qualsiasi altro posto del mondo.

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Parco Macchine 2014

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Cubetti di sale al Mar Morto

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ISRAELE

Tour in ISRAELE: da segnare in agenda
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Durante un giro da queste parti ricordatevi di:

-Arrivare al quartiere ebraico di Gerusalemme antica, passando dal quartiere armeno
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-Prendere parte allo spettacolo suoni e luci alla cittadella di David (Gerusalemme Vecchia)

-Provare la cucina yemenita del quartiere Neve Zedeck di Tel Aviv

-attraversare il Negev nelle notti di luna piena
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-Osservare il tramonto nel sito archeologico di Bet Shean

-Ascoltare l’opera ai piedi della fortezza di Masada, salire sulla fortezza e guardare il deserto
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-Trascorrere qualche ora sul Mar Morto, con i suoi benefici fanghi

Mar Morto
Mar Morto

-Viaggiare sotto il livello del mare

Tra gli imperdibili anche il Parco Nazionale Bet Alfa che tutela una sinagoga bizantina rinvenuta nel 1928. Il mosaico pavimentale è incredibile.

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HERODION

HERODION

  (ebraico: הרודיון; arabo: هيروديون) è una collina a forma di tronco di cono (758 m.s.l.m.) situata 12 km a sud di Gerusalemme, sulla cui sommità Erode il Grande fece costruire un maestoso palazzo-fortezza.

HERODION
HERODION

Gli scavi archeologici hanno messo in luce le rovine di ambienti, torri di fortificazione, terme, enormi cisterne sotterranee ed un acquedotto.

Herodion fu conquistata e distrutta dalla Legio X Fretensis nel 71, mentre era in viaggio per Masada.

L’8 maggio 2007 l’equipe di archeologi incaricati degli scavi nel sito ha annunciato di aver scoperto sulla collina la tomba di Erode.

HERODION
HERODION

Una delle scoperte più importanti degli ultimi anni: questo, secondo il professor Ehud Netzer dell’ Istituto di archeologia dell’Università ebraica di Gerusalemme, il significato della scoperta dopo decenni di ricerche della tomba di Erode il Grande nel punto che pure era stato indicato dal suo contemporaneo, lo storico romano Giuseppe Flavio (Yossef Ben Mattitiyahu).

Erode ha confermato Netzer era effettivamente sepolto nel suo palazzo-mausoleo di Herodion, sette miglia a sud di Gerusalemme. Ma non alle pendici, come si era a lungo ritenuto, bensì in una posizione molto più elevata. Per il suo luogo di sepoltura il monarca (che con il sostegno attivo di Roma aveva regnato sulla Giudea dal 40 a.C. al 4 a.C.) aveva approntato un locale di 10 metri per 10, a cui si accedeva mediante una scalinata larga 6,5 metri. Il suo sarcofago era lungo 2,5 metri ed era di fattura squisita. Come mai è stato scoperto solo adesso ? Il professor Netzer ha affermato di averlo trovato ridotto in frantumi e ha ipotizzato che la distruzione non sia stata opera di ladri comuni. “Abbiamo trovato chiari segni di martellate” ha precisato. E’ probabile dunque, a suo parere, che la demolizione del magnifico sarcofago sia stata opera di ebrei che si erano ribellati alla occupazione romana negli anni 66-72 d.C: gli anni della distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte dei legionari di Tito e dell’assedio della fortezza di Massada, sul mar Morto. Proprio il Tempio di Gerusalemme e Massada sono fra i progetti edili curati da Erode il Grande, un monarca efficiente e privo di scrupoli. Sempre su suo ordine furono costruite le eleganti città di Cesarea (sulla sponda del mar Mediterraneo) e di Sebastia, in Samaria. Ma probabilmente il progetto che gli fu maggiormente a cuore fu appunto lo Herodion. Era una collina artificiale, scrive Giuseppe Flavio, “con la forma di un seno femminile” da dove si dominava il deserto di Giudea fino al mar Morto. La circondavano torri di guardia rotonde, e al suo interno c’era un palazzo magnifico rifornito di grandi quantità di acqua portata da una località distante. Per avere accesso nella sua residenza occorreva risalire 200 scalini di marmo. La morte aveva colto Erode nel suo palazzo invernale di Gerico. Il corteo funebre percorse 24 miglia per raggiungere lo Herodion. Il monarca fu inumato con la corona d’oro in testa e con lo scettro nella mano destra. Entrambi sono andati perduti. Oggi alla stampa il professor Netzer ha tuttavia mostrato con orgoglio i frammenti di una elegante rosetta di pietra che adornava il sarcofago e un vaso

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Da oggi è attivo un novo numero di telefono, telefono fisso in Italia , per contattarmi direttamente facendo una telefonata normale

Tel : 0689971855

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Scoprire Israele in un Weekend .

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PASSEGIATA SUI TETTI DI GERUSALEMME

La Passeggiata sui tetti di Gerusalemme permette di scoprire la città vecchia da un punto di vista del tutto particolare. Partendo dalla Porta di Jaffa si prende David Street, e si attraversa il Bazar; verso la fine della strada, più o meno all’altezza di Khabad Road, c’è una laterale da cui parte una scalinata che porta ai tetti dei mercati. Da li si può percorrere sui tetti una zona abbastanza vasta tra terrazzamenti, antenne e scalinate, il tutto con una vista splendida: Si possono vedere la Cupola della Roccia, il Santo Sepolcro, il Cardo ecc… Non è così deserta come si può pensare, molti bambini salgono sui tetti per giocare, gli abitanti la usano come scorciatoia per evitare i turisti, e c’è addirittura un posto di polizia.imageimageimageimage